domenica 10 giugno 2018

Sitografia utile per innovare la didattica



Documentarsi per cominciare ad innovare la didattica o per cercare nuove soluzioni possibili?


Si propone ai docenti la ricerca all'interno dei seguenti siti che si occupano di didattica e di innovazione:

  • Insegnanti 2.0 –  Il blog contiene post di diversi autori, e merita di essere letto, ma la vera miniera dalle mille risorse è il loro gruppo su Facebook – insegnantiduepuntozero.wordpress.com + gruppo Facebook
  • OS Didattica – Il blog di Orizzonte Scuola. Da consultare  la directory “Nuove tecnologie” che raccoglie tanti siti nazionali ed internazionali  dida.orizzontescuola.it
  • Education 2.0 – La community online diretta da Luigi Berlinguer è aperta a tutti gli attori del mondo scolastico, dell’educazione e della formazione. Chiunque può approfondire, discutere, condividere le esperienze, esprimere il proprio parere attraverso l’invio di articoli e commenti – www.educationduepuntozero.it
  • Catepol 3.0 – Il blog di Caterina Policaro (docente, formatrice e blogger), conosciuta da tempo come una delle migliori esperte in tema di social network, e-learning ed innovazione didattica. Il suo blog divulgativo, sempre aggiornatissimo, offre spunti di riflessione sempre molto interessanti – www.catepol.net
  • Maestro Roberto – Il sito di Roberto Sconocchini è il classico sito che salta sempre fuori quando si cercano risorse online da sfruttare in classe, e questo perché è davvero ricco e completo. Dalla scuola dell’infanzia, fino alla secondaria di primo grado  www.robertosconocchini.it
  • Che Futuro! – “CheFuturo! non è solo un blog. È un progetto per sostenere l’innovazione in Italia. È una partita difficile e per giocarcela abbiamo solo una possibilità. Fare squadra.” Il blog di Riccardo Luna, noto giornalista e direttore parla (ed anche bene) di scuola – www.chefuturo.it
  • Pioniero.it – Pioniero parla di digital innovation in senso più ampio, ma non manca di affrontare argomenti legati alla scuola ed alla necessità di cambiamento che ci riguarda. Cercando il tag “scuola” oppure “scuola digitale”si accede ad una sezione con molti articoli interessanti www.pionero.it 
  • SoloTablet – Non fatevi ingannare dal nome, perché non si tratta solo ed esclusivamente delle ultime novità in fatto di tablet, ma nella sezione “A scuola con il tablet” si possono trovare racconti di esperienze con questo tipo di device all’interno della classe – www.solotablet.it
  • Guamodì Scuola – Tantissime risorse in termini di siti utili, applicazioni, esercizi online, ma anche tante guide utili (e gratuite) in formato e-book per affrontare problemi pratici come la creazione di mappe concettuali per DSA, attività per bambini con insegnante di sostegno, etc. – guamodi.blogspot.it
  • Mario Mattioli – Mario offre punti di vista interessanti nei suoi articoli, ma dà anche preziosi consigli per utilizzare al meglio la piattaforma Google Apps for Education nella vita scolastica di tutti i giorni – www.mariomattioli.it
  • Apprendere nel Web 2.0 – Anisa Dedej ha raccolto nel suo blog una lunghissima serie di risorse online utili per la creazione di lezioni, la valutazione, la collaborazione, etc.  anisadedej.com
  • Sperimentata – Un blog molto aggiornato nel quale si ripercorre l’introduzione dei tablet nella scuola primaria di Albosaggia, in provincia di Sondrio. Oltre ai tanti contenuti postati dai piccoli alunni, si possono trovare anche notizie e tutorial interessanti per cominciare a sfruttare le nuove tecnologie in classe – sperimentata.blogspot.it

mercoledì 16 maggio 2018

Per un ambiente on line più sicuro e a tutela dei più giovani


Il progetto è coordinato dal MIUR, in partenariato col Ministero dell’Interno-Polizia Postale e delle Comunicazioni, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, Università degli Studi di Firenze, Università degli studi di Roma “La Sapienza”, Skuola.net, Cooperativa E.D.I. e Movimento Difesa del Cittadino, Agenzia Dire con lo scopo di dare continuità all’esperienza sviluppata negli anni, migliorando e rafforzando il ruolo del Safer Internet Centre Italiano, quale punto di riferimento a livello nazionale per quanto riguarda le tematiche relative alla sicurezza in Rete e al rapporto tra giovani e nuovi media.

Sul sito www.generazioniconnesse.it sono presenti immagini, video e testi utili per rendere l'ambiente on line più sicuro per bambine e bambini. Non mancano anche sezioni dedicate a docenti, genitori, e adolescenti.

Per scoprire i rischi della rete e le opportunità che essa offre vi sono 6 episodi narrati in video i cui protagonisti sono i Supererrori: ChatWoman, SilverSelfie, Tempestata, L'incredibile URL, L'uomo taggo, la ragazza invisibile, il Postatore nero.



venerdì 11 maggio 2018

Cittadinanza digitale consapevole



Da oggi sul sito Programma il futuro è presente una guida alla cittadinanza digitale consapevole pensata per gli alunni della scuola primaria, ma utilizzabile anche per gli studenti delle scuole secondarie inferiori.

domenica 8 aprile 2018

I pro' e i contro delle tecnologie

"Il corsivo encefalogramma dell'anima": Irene Bertoglio (grafologa) e Giuseppe Rescaldina (psicologo), autori del testo, spiegano il valore del corsivo, anche attraverso ricerche scientifiche.

 I bambini usano le mani molto meno di cinquant’anni fa e allo stesso tempo familiarizzano con le tecnologie digitali troppo presto, con conseguenze davvero preoccupanti: «L’azienda specializzata in ricerche su internet AGI/AVG ha dimostrato che i bambini di oggi sono in grado di scrivere al PC, navigare su internet, utilizzare il cellulare, ma non sanno allacciarsi le scarpe in autonomia (solo l’11% lo sa fare) o andare in bicicletta». Davanti all’allargarsi del fenomeno della disgrafia, alcuni chiamano in causa alterazioni genetiche, invece Irene Bertoglio e Giuseppe Rescaldina sostengono «la teoria della mancanza di un giusto training formativo atto ad instaurare nei bimbi l’acquisizione della manualità fine», e puntano il dito sull’invadenza delle tecnologie digitali come fattore negativo, appoggiandosi a parecchi studi scientifici sulla questione.
Per esempio «la psicologa e ricercatrice dell’università di Washington, Virginia Berninger, ha condotto uno studio interessante, confrontando la scrittura in stampatello, in corsivo e su tastiera di un gruppo di bambini della Scuola Primaria. Così ha scoperto che alle diverse modalità di scrittura sono associati schemi cerebrali differenti e separati che producono diversi risultati. Si sono notate significative differenze tra chi ha utilizzato il carattere corsivo rispetto a coloro che hanno utilizzato lo stampatello. Nei primi bambini si è rivelata una maggiore attivazione delle aree cerebrali associate alla memoria di lavoro con un aumento dell’attivazione delle reti di lettura e scrittura. “I bambini che scrivono a mano libera producono più parole e più rapidamente di quanto facciano coloro che scrivono su una tastiera; inoltre, rispetto a questi ultimi, mostrano una maggiore ricchezza di idee”».
Lo conferma il presidente onorario dell’Accademia della Crusca Francesco Sabatini, citato nel libro: «Gli studi più recenti, di psicoterapeuti e neurologi, segnalano che la deriva verso la scrittura su tastiera o verso forme semplificate di scrittura manuale (lo stampatello, rispetto al corsivo) riduce gli stimoli di produttività ideativa e linguistica e rallenta la comprensione nella lettura. (…) Insomma, la recente e dilagante tendenza a preferire precocemente la tastiera e a non curare le forme della grafia personale ci fa perdere una parte notevole degli effetti che l’antichissima pratica tattile-cognitiva della mano e delle dita – in mille altre attività prima della scrittura vera e propria e per secoli accanto a questa – ha prodotto filogeneticamente sviluppando funzioni pregiate del cervello!». E ancora: « In una ricerca a lunga verifica temporale, la dott.ssa Laura Dineheart, ricercatrice alla Florida International University, ha accertato che i bambini che avevano imparato a scrivere manualmente nei primi anni di scuola raggiungevano migliori risultati negli studi alle superiori, rispetto ad altri che avevano dato priorità all’uso della scrittura con tastiera».
Uno degli aspetti paradossali del problema è che il passaggio alla scrittura al computer è la soluzione consigliata da molti per superare i problemi di disgrafia dei bambini, ma proprio la digitalizzazione della comunicazione è sul banco degli imputati per quanto riguarda la crescente incapacità di imparare a scrivere a mano: «Che paradosso: si prescrive come terapia una delle cause stesse del problema!». Perché, oltre a non attivare le aree del cervello che la scrittura in corsivo attiva, la comunicazione digitale è troppo veloce e causa ansia: «In passato si pensava che l’ansia, in particolar modo quella cronica, fosse a carico del solo individuo adulto; oggi, sempre più bambini accusano patologie legate all’ansia, che diventa un vero e proprio tratto di personalità in età molto precoce. (…) Un ambiente agitato rischia di stimolarlo troppo e di creare in lui un ottundimento emotivo, con conseguenti difficoltà nell’apprendimento. Le capacità attentive e di ascolto, anch’esse indispensabili per imparare a scrivere, non sono senz’altro favorite da un ambiente confuso, ma da un clima sereno, sia in famiglia che a scuola. La soglia media di attenzione si sta sempre più restringendo: da una media di venti-venticinque minuti ad una decina di minuti. (…) Il cambiamento si è instaurato in maniera direttamente proporzionale all’utilizzo degli strumenti tecnologici. L’uso del computer ha aumentato il livello di stimoli di percezione mnemonica, creando una sorta di abitudine ad un pensiero veloce e proiettato al futuro, fonte di strutturazione ansiogena. Grazie agli studi più recenti, sappiamo ora che la capacità di concentrazione e l’instaurazione del pensiero logico sono possibili grazie ad una limitazione sensoriale che permette che le informazioni acquisite dal soggetto passino dalla memoria a breve termine alla memoria a lungo termine. Questo passaggio può avvenire solo rallentando l’acquisizione degli stimoli».
Occorre rallentare, e recuperare i benefici della scrittura a mano, preferibilmente in corsivo. Come scrive l’Istituto Grafologico Internazionale Moretti (il francescano padre Girolamo Maria Moretti, 1879-1963, è stato l’iniziatore della grafologia in Italia) nel suo manifesto per il lancio della Campagna per la valorizzazione della scrittura a mano: «La scrittura a mano corsiva stimola a: migliorare la capacità di lettura e di calcolo; potenziare la capacità di attenzione e di apprendimento; imparare l’autodisciplina e la concentrazione; 
allenare la memoria e accrescere la fiducia in se stessi; 
favorire il pensiero critico; 
costruire buone relazioni comunicando le proprie idee; 
esprimere la creatività individuale ed uscire dall’anonimato 
incoraggiando l’originalità individuale».
Nella parte finale il libro descrive il Metodo Primavera (dal nome di Susanna Primavera, la grafologa che lo ha inventato), una particolare tecnica di insegnamento della scrittura indicata per la Scuola Primaria che ne facilita l’apprendimento, e racconta le sperimentazioni e le esperienze sul campo di Irene Bertoglio e Giuseppe Rescaldina presso le scuole di varie località lombarde.

sabato 31 marzo 2018

La ruota padagogica

 The Padagogy Wheel

Lo scopo di questo strumento è rendere gli alunni autonomi nella scelta delle App da utilizzare nel loro percorso di studio, integrando il ciclo SAMR con la tassonomia di Bloom ed altre importanti variabili che influiscono sulle condizioni dell'apprendimento e di cui, spesso, per fretta, mancanza di tempo o scarsa consapevolezza, non si tiene conto.
Da sottolineare che l'accento è posto non sullo strumento in sé, ma sull'alunno ed il suo processo di apprendimento. Interessante il video di Gianfranco Marini per un approfondimento.

venerdì 9 febbraio 2018

Formazione gratuita on line











La piattaforma ESSEDIQUADRO FORMAZIONE è gestita dall’Istituto per le Tecnologie Didattiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ITD-CNR).La formazione è interamente on line e gratuita, oltre che certificata. Al momento è possibile accedere ai seguenti corsi (previa registrazione):


  • Inclusione:il valore della differenza
  • Tecnologie e inclusione
  • Se faccio capisco, se capisco posso fare meglio
  • Formalmente, formare la mente liberamente
  • DSA: non si finisce mai di imparare
  • Percorsi formativi a tema
  • Scuola 3.0: proposte e suggerimenti per una didattica inclusiva

Per accedere alla piattaforma cliccare qui

lunedì 29 gennaio 2018

MIUR - Regolamento per il BYOD (utilizzo di dispositivi personali) a scuola







Proprio quando in Francia il ministro dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer proibisce l'utilizzo degli smartphone a scuola, in Italia il MIUR imbocca la direzione opposta, ritenendo che abolirne l'uso non è una soluzione. Si sottolinea invece l'importanza dell' educazione alla cittadinanza digitale che si esercita attraverso un utilizzo competente e responsabile del digitale nella didattica.
Un po' presto per valutare l'efficacia di una scelta piuttosto che l'altra.



Il decalogo

1 Ogni novità comporta cambiamenti. Ogni cambiamento deve servire per migliorare l’apprendimento e il benessere delle studentesse e degli studenti e più in generale dell’intera comunità scolastica.


.2 I cambiamenti non vanno rifiutati, ma compresi e utilizzati per il raggiungimento dei propri scopi. Bisogna insegnare a usare bene e integrare nella didattica quotidiana i dispositivi, anche attraverso una loro regolamentazione. Proibire l’uso dei dispositivi a scuola non è la soluzione. A questo proposito ogni scuola adotta una Politica di Uso Accettabile (PUA) delle tecnologie digitali.

3 La scuola promuove le condizioni strutturali per l’uso delle tecnologie digitali. Fornisce, per quanto possibile, i necessari servizi e l’indispensabile connettività, favorendo un uso responsabile dei dispositivi personali (BYOD). Le tecnologie digitali sono uno dei modi per sostenere il rinnovamento della scuola.

4 La scuola accoglie e promuove lo sviluppo del digitale nella didattica. La presenza delle tecnologie digitali costituisce una sfida e un’opportunità per la didattica e per la cultura scolastica. Dirigenti e insegnanti attivi in questi campi sono il motore dell’innovazione. Occorre coinvolgere l’intera comunità scolastica anche attraverso la formazione e lo sviluppo professionale.

5 I dispositivi devono essere un mezzo, non un fine. È la didattica che guida l’uso competente e responsabile dei dispositivi. Non basta sviluppare le abilità tecniche, ma occorre sostenere lo sviluppo di una capacità critica e creativa.

6 L’uso dei dispositivi promuove l’autonomia delle studentesse e degli studenti. È in atto una graduale transizione verso situazioni di apprendimento che valorizzano lo spirito d’iniziativa e la responsabilità di studentesse e gli studenti. Bisogna sostenere un approccio consapevole al digitale nonché la capacità d’uso critico delle fonti di informazione, anche in vista di un apprendimento lungo tutto l’arco della vita.

7 Il digitale nella didattica è una scelta: sta ai docenti introdurla e condurla in classe. L’uso dei dispositivi in aula, siano essi analogici o digitali, è promosso dai docenti, nei modi e nei tempi che ritengono più opportuni.

8 Il digitale trasforma gli ambienti di apprendimento. Le possibilità di apprendere sono ampliate, sia per la frequentazione di ambienti digitali e condivisi, sia per l’accesso alle informazioni, e grazie alla connessione continua con la classe. Occorre regolamentare le modalità e i tempi dell’uso e del non uso, anche per imparare a riconoscere e a mantenere separate le dimensioni del privato e del pubblico.

9 Rafforzare la comunità scolastica e l’alleanza educativa con le famiglie. È necessario che l’alleanza educativa tra scuola e famiglia si estenda alle questioni relative all’uso dei dispositivi personali. Le tecnologie digitali devono essere funzionali a questa collaborazione. Lo scopo condiviso è promuovere la crescita di cittadini autonomi e responsabili.

10 Educare alla cittadinanza digitale è un dovere per la scuola. Formare i futuri cittadini della società della conoscenza significa educare alla partecipazione responsabile, all’uso critico delle tecnologie, alla consapevolezza e alla costruzione delle proprie competenze in un mondo sempre più connesso.